Dicono di noi

Stefano Granata

Presidente Gruppo Cooperativo CGM

Stefano Granata
Il Consorzio Solco Imola: una risorsa per la nostra rete
Il Consorzio imolese è un grande esempio di impresa sociale per tutta la rete CGM.
Solco Imola, nostro socio dal 1997, i suoi soci, i lavoratori, i dirigenti delle cooperative e il suo Presidente, dal 2008 Vice-Presidente di CGM, Luca dal Pozzo, sono una vera risorsa per tutto il sistema.
Il modello di “impresa a rete” che caratterizza Solco Imola, con le 7 cooperative, gli consente di essere un vero soggetto promotore dello sviluppo nelle comunità locali nonché fautore importante della crescita dell’impresa sociale sul territorio. La forza territoriale del consorzio imolese è anche incentivata grazie ai preziosi legami che ha costruito negli anni con i partner e stakeholder locali.
Auguro a Solco Imola di continuare il prezioso lavoro che da sempre svolge, con l’entusiasmo e la tenacia che da sempre li caratterizza; con il loro operato nelle comunità e con la loro forza di rete a livello nazionale. Grazie Solco Imola per contribuire ogni giorno allo sviluppo dell’impresa sociale come vero modello di sviluppo per tutti.
Stefano Granata – www.cgm.coop@st_granata

 

Tommaso Ghirelli

Vescovo di Imola

Tommaso GhirelliUna cosa è certa: i fondatori della cooperativa A.TL.AS. prima e del consorzio Solco poi hanno attinto le idee e le energie ispiratrici nella vita ecclesiale, entro la quale si ritrova (non esclusivamente ma neppure surrettiziamente) la tradizione cooperativa che fa di Imola e del suo territorio un unicum in Italia.

La comunità ecclesiale non è un recinto che difende e separa. Anche perché chi ne fa parte è sempre tentato di rifluire nell’appartenenza al mondo, il quale non ha sperimentato la vita nuova in Cristo. Non è neppure – la comunità ecclesiale, con le sue molteplici forme di aggregazione – un raggruppamento informale: ha una struttura, una gerarchia e delle regole, come ogni realtà sociale.

Solo che la struttura è come il luogo in cui si vive: determina, condiziona, forma l’ambiente vitale. Il centro vitale della Chiesa non sta quindi nella gerarchia, non sta nelle opere, non sta nei riti: sta nel rapporto con Gesù Cristo.

Il punto di partenza di Solco è nella comunità ecclesiale di Imola, anche se il Consorzio ha poi imbarcato vari compagni di viaggio ed è ora un ente non profit pluralistico nei suoi riferimenti ideali. Il dialogo tra Sol.Co e comunità ecclesiale continua: il decennale costituisce un’occasione favorevole per ravvivarlo anzitutto al suo interno.

C’è modo e modo infatti di fare cooperazione di solidarietà sociale, c’è modo e modo di stare nel mondo del lavoro e nel settore dei servizi. La professionalità in senso tecnico non basta; essa – lo si voglia o no – rimanda ad una visione dell’uomo e della società.

L’impresa deve funzionare in modo da remunerare il lavoro, ma non solo. Auspico che i dirigenti ed i soci di Solco non si sottraggano al confronto tra loro, non puntino alla sicurezza economica come principale obiettivo, ma si mettano in gioco come persone con tutte le loro risorse, le loro convinzioni, le loro speranze ed anche le loro povertà, riconoscendo di avere bisogno gli uni degli altri nello sforzo di scoprire ciò per cui vale la pena vivere.

 

Monsignor Tarcisio Foresti

Socio fondatore di Imola Solidarietà

dai loro frutti li riconoscerete…
così ogni albero buono produce frutti buoni…
un albero buono non può produrre frutti cattivi…

( Mt. 6, 16-20 )

La partenza è stata timida, piccola, povera.
Ma “il seme” era buono: così la pianticella è spuntata, è cresciuta ed è diventata un grande albero.
Il cammino non è sempre stato facile, ma la buona volontà e l’entusiasmo dei soci fondatori, cresciuti alla scuola del gruppo scout di Imola, hanno potuto raggiungere traguardi notevoli, che sono sotto gli occhi di tutti.

Mi auguro – e per questo prego il Signore di ogni dono – perché l’albero continui a crescere e si perfezioni sempre di più per il bene di quelle classi sociali deboli e indifese che rischiano di essere dimenticate ed emarginate da una società dominata da un frenetico progresso tecnico ed economico, ma che sono
particolarmente care a Dio.