Hanno detto di noi
Massimo Marchignoli
ex-Sindaco di Imola
Sol.Co Imola compie dieci anni e può vantare un bilancio talmente ricco che è garanzia per un ulteriore sviluppo.
Dagli anziani al disagio mentale, dall’infanzia alla ristorazione sociale, dall’inserimento lavorativo dei disabili all’accoglienza dei cittadini migranti, Sol.Co si è cimentato in sfide così nuove che ha dimostrato sul campo la capacità di costruire risposte ai bisogni che cambiano, di mettersi in gioco, di creare meccanismi virtuosi.
La cooperazione sociale è quindi diventata un partner insostituibile per gli Enti locali e costituisce una ricchezza fondamentale per il nostro territorio.
Una cooperazione sociale matura, che si guarda dentro e che ha sciolto positivamente le contraddizioni tra mercato e non profit, impresa e solidarietà e che rappresenta un soggetto essenziale per costruire un sistema integrato ed avanzato di servizi ed interventi sociali, nel processo di riforma del welfare.
L’augurio che esprimo è di continuare a crescere, perché abbiamo bisogno del protagonismo della cooperazione sociale, e a far vivere quotidianamente quei valori di libertà e solidarietà che hanno reso la nostra terra qualitativamente diversa.
Tommaso Ghirelli
Vescovo di Imola
Una cosa è certa: i fondatori della cooperativa A.TL.AS. prima e del consorzio Solco poi hanno attinto le idee e le energie ispiratrici nella vita ecclesiale, entro la quale si ritrova (non esclusivamente ma neppure surrettiziamente) la tradizione cooperativa che fa di Imola e del suo territorio un unicum in Italia.
La comunità ecclesiale non è un recinto che difende e separa. Anche perché chi ne fa parte è sempre tentato di rifluire nell’appartenenza al mondo, il quale non ha sperimentato la vita nuova in Cristo. Non è neppure – la comunità ecclesiale, con le sue molteplici forme di aggregazione – un raggruppamento informale: ha una struttura, una gerarchia e delle regole, come ogni realtà sociale.
Solo che la struttura è come il luogo in cui si vive: determina, condiziona, forma l’ambiente vitale. Il centro vitale della Chiesa non sta quindi nella gerarchia, non sta nelle opere, non sta nei riti: sta nel rapporto con Gesù Cristo.
Il punto di partenza di Solco è nella comunità ecclesiale di Imola, anche se il Consorzio ha poi imbarcato vari compagni di viaggio ed è ora un ente non profit pluralistico nei suoi riferimenti ideali. Il dialogo tra Sol.Co e comunità ecclesiale continua: il decennale costituisce un’occasione favorevole per ravvivarlo anzitutto al suo interno.
C’è modo e modo infatti di fare cooperazione di solidarietà sociale, c’è modo e modo di stare nel mondo del lavoro e nel settore dei servizi. La professionalità in senso tecnico non basta; essa - lo si voglia o no - rimanda ad una visione dell’uomo e della società.
L’impresa deve funzionare in modo da remunerare il lavoro, ma non solo. Auspico che i dirigenti ed i soci di Solco non si sottraggano al confronto tra loro, non puntino alla sicurezza economica come principale obiettivo, ma si mettano in gioco come persone con tutte le loro risorse, le loro convinzioni, le loro speranze ed anche le loro povertà, riconoscendo di avere bisogno gli uni degli altri nello sforzo di scoprire ciò per cui vale la pena vivere.
Andrea Garofani
Direttore generale del ASP Imola
Il sistema Solco Imola rappresenta indubbiamente una grande ricchezza per tutto il Circondario, in quanto offre al sistema locale dei servizi sociali dei Comuni un partner professionalmente e socialmente valido sia in termini di gestione che di progettazione.
Quello che risulta più significativo è il livello alto di motivazione che si trova nel gruppo dirigente e la forte coesione che è strettamente collegata con il forte radicamento territoriale. Con Sol.Co è molto semplice interagire, perché ci si pone in un rapporto di collaborazione caratterizzato dal massimo di proattività nella soluzione dei problemi che volta a volta si pongono. Nei cinque anni di esperienza lavorativa che ho avuto con Sol.Co non mi è mai capitato di ascoltare affermazioni del tipo “non si può, non è nostro compito”; ogni volta, sia nei miei confronti, sia nei confronti dei miei collaboratori, la risposta è stata “vediamo, proviamo, facciamo” e ciò spesso al di là delle previsioni contrattuali.
Per me questa non è solamente flessibilità, ma la condivisione di valori sociali che mettono sempre al centro i bisogni, le esigenze delle persone più deboli; per altro credo che questa sia la mission comune di un’organizzazione pubblica dei servizi sociali e di un sistema di cooperative sociali.
Monsignor Tarcisio Foresti
Socio fondatore di Imola Solidarietà
“ dai loro frutti li riconoscerete…
così ogni albero buono produce frutti buoni…
un albero buono non può produrre frutti cattivi…”
( Mt. 6, 16-20 )
La partenza è stata timida, piccola, povera.
Ma “il seme” era buono: così la pianticella è spuntata, è cresciuta ed è diventata un grande albero.
Il cammino non è sempre stato facile, ma la buona volontà e l’entusiasmo dei soci fondatori, cresciuti alla scuola del gruppo scout di Imola, hanno potuto raggiungere traguardi notevoli, che sono sotto gli occhi di tutti.
Mi auguro – e per questo prego il Signore di ogni dono – perché l’albero continui a crescere e si perfezioni sempre di più per il bene di quelle classi sociali deboli e indifese che rischiano di essere dimenticate ed emarginate da una società dominata da un frenetico progresso tecnico ed economico, ma che sono
particolarmente care a Dio.
Johnny Dotti
ex-Presidente Cgm-Welfare Italia
Solco Imola, un ponte tra reti corte e reti lunghe
Mi piace pensare ad Imola come ad un luogo di confine. Lo è storicamente e lo è geograficamente.
Un po’ di Romagna nell’Emilia ed un po’ di Emilia nella Romagna. Una forte identità e radicamento territoriale, un fare concretamente comunità testimoniato anche dall’enorme sviluppo del movimento cooperativo in quest’area del paese, ma anche una accentuata propensione a stare collegati con il mondo, spiritualmente, socialmente, economicamente. Reti corte in reti lunghe.
Anche Sol.Co Imola è un po’ così. Fortemente ancorato alle vicende ed alla storia del suo territorio, capace di esserne un attore rilevante nelle politiche di Welfare, ma contemporaneamente attore importante nelle vicende di pensiero ed azione della rete nazionale Cgm-Welfare Italia.
Le identità definite sono sempre relazionate, non sono mai autoreferenziali e soprattutto non separano mai, caso mai distinguono, l’interesse particolare dall’interesse generale. Di questo do testimonianza nel cammino che ho percorso in questi dieci anni con i cooperatori sociali di Imola.
Di questo ringrazio a nome anche degli altri territori e metaforicamente del bene comune che insieme andiamo cercando e costruendo.







