Il racconto di Leon: esperienze di volontariato giovanile al centro di accoglienza migranti di Casalfiumanese

Il racconto di Leon: esperienze di volontariato giovanile al centro di accoglienza migranti di Casalfiumanese.

Tutto è cominciato con un avviso sul sito della scuola, un progetto “Campus Civivo” per avvicinare il mondo del volontariato agli studenti. Alla ricerca di nuove esperienze mi fiondo e compilo il questionario. Passano alcuni giorni e ricevo una telefonata per fissare il primo appuntamento e programmare le attività. Non so nient’altro tranne per il fatto che devo recarmi a Casalfiumanese.

Arrivato il giorno del primo incontro giungo davanti al cancello convinto di rifiutare a causa della lontananza e del fatto che le ore potrebbero essere troppe rispetto ai miei impegni scolastici. Alzo gli occhi e scorgo il cartello attaccato al muro di fianco all’entrata: “Il NIDO-centro di accoglienza rifugiati”. Tutte le mie preoccupazioni svaniscono. I rifugiati li ho sempre visti attraverso il piccolo schermo, mentre ora avevo la mia occasione di conoscerli come persone. Cecilia, la responsabile della struttura, mi accoglie spiegandomi le caratteristiche del progetto, si tratta di quattro incontri pomeridiani in cui spiegare l’utilizzo di determinate applicazioni volte alla comunicazione e all’uso della lingua. Sono pronto ad iniziare.

1° Giorno:

Eccomi qua. Oggi è il primo giorno di questa nuova avventura. Sono arrivato al Nido con l’eccitazione che mi scorre nelle vene, ho preparato una lezione sull’utilizzo delle applicazioni e siti più basici e semplici e sento che esporgliela sarebbe stata una passeggiata. All’entrata vengo accolto dai ragazzi che subito si radunano nel salotto. Ci sediamo intorno al tavolo. Siamo in una decina, tutti sorridono in attesa che inizi a parlare.

Ho deciso di iniziare con whatsapp, una applicazione utilizzata in larga scala per comunicare attraverso messaggi, file audio e foto. Pur essendo conosciuto da tutti questo programma ha suscitato un certo interesse. Così abbiamo formato un “gruppo” e ci siamo scattati una foto insieme da utilizzare come foto profilo.

Come ultimo argomento sfodero il mio cavallo di battaglia: Hello Talk. Questa applicazione permette di praticare e apprendere una lingua grazie a conversazioni con madrelingua. HelloTalk è un grande successo, Bambo e Mamadou in particolare ci si buttano a capofitto e iniziano subito a interagire con gli altri utenti. Tutto ciò mi rende felice, abbiamo passato un bel pomeriggio insieme.

2° Giorno

Stavolta, con l’aiuto di Cecilia, imposto l’incontro sulla tematica “viaggi e trasporti”. Ognuno si cimenta nel tracciare un itinerario utilizzando Google Maps. Insieme vediamo altri aspetti di questa applicazione come Google Earth e Street View, quest’ultima suggeritaci da Mori che mostra un particolare interesse per le mappe.

3° Giorno

All’inizio di questo incontro i ragazzi bengalesi mi esprimono il bisogno di poter ascoltare musica liberamente. Quale migliore modo per cominciare l’attività! Spotify è quello che fa al caso nostro, un’applicazione che conosco come le mie tasche. Dopo avere spiegato le sue funzioni la stanza si riempie di musica dal mondo.

Concludiamo l’incontro con Google Translator, il celebre strumento di traduzione in più di 100 lingue. Ognuno sperimenta l’applicazione traducendo una frase dalla propria lingua natale. Al turno dei ragazzi bengalesi rimango stupito dalla scrittura contorta della loro lingua.

4° Giorno

Il tema di oggi è trovare lavoro attraverso la rete. Per raggiungere questo scopo andiamo su Subito.it, un famoso sito di annunci. Bambo, un ragazzo che in Senegal era elettricista, vorrebbe continuare a farlo in Italia. Quindi lo utilizzo come pretesto per effettuare una ricerca in Emilia Romagna. Troviamo  molte offerte ma l’ostacolo principale è il diploma di maturità tra i requisiti.

E così si conclude il nostro ciclo di incontri.

Durante questa avventura mi sono divertito e mi sono fatto nuovi amici, con cui rimarrò in contatto grazie alla rete ;D.

 

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